Società vs sociale, il trucco dell’Eliseo
A sei mesi dall’arrivo della sinistra al governo della Francia, c’è chi, nella stessa maggioranza socialista, comincia a chiedersi se la linea Hollande, caratterizzata dall’enfasi sui temi di riforma della società (matrimoni gay, introduzione dell’eutanasia, diritto di voto agli stranieri residenti nel paese), non sia altro che un paravento per distogliere l’attenzione dai problemi del sociale, di giorno in giorno più gravi. Lo scrive il quotidiano della gauche, Libération, che si chiede apertamente se “le urgenze sociali permettono di realizzare, allo stesso tempo, le maggiori riforme della società”.

A sei mesi dall’arrivo della sinistra al governo della Francia, c’è chi, nella stessa maggioranza socialista, comincia a chiedersi se la linea Hollande, caratterizzata dall’enfasi sui temi di riforma della società (matrimoni gay, introduzione dell’eutanasia, diritto di voto agli stranieri residenti nel paese), non sia altro che un paravento per distogliere l’attenzione dai problemi del sociale, di giorno in giorno più gravi. Lo scrive il quotidiano della gauche, Libération, che si chiede apertamente se “le urgenze sociali permettono di realizzare, allo stesso tempo, le maggiori riforme della società”. Di fronte ai “fine mese sempre più difficili per milioni di francesi”, la domanda non è peregrina. Richiama, semmai, gli analoghi e fondatissimi dubbi che segnarono l’epoca della Spagna di Zapatero. Quando, in una situazione di disoccupazione galoppante e di prevedibile esplosione della bolla immobiliare, “conquiste” come i matrimoni omosessuali o l’eliminazione di ogni limite alla fecondazione in vitro dovevano far dimenticare i guai incombenti sulla nazione iberica, e certi ordigni sociali che drammaticamente sono poi detonati. Oggi, il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault afferma che “non bisogna opporre il sociale alla società, e la competitività delle imprese alla solidarietà”. Un po’ poco, anzi, “niente che convinca i socialisti che dubitano e indicano il rischio di una ‘zapaterizzazione’ dell’esecutivo”. “Non è possibile costruire una politica a partire dalle riforme della società”, avverte, tra gli altri, il ministro dello Sviluppo economico, Arnaud Montebourg. Alimentando così il legittimo sospetto che un’altra politica, per Hollande, per ora non ci sia.